Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

VENERDI’ 10 NOVEMBRE 2017
.. SIAMO TUTTI COINVOLTI..
S C I O P E R O


Lo sciopero è l’unico mezzo che ancora possediamo per dire che siamo contrari:

CONTRARI ad una crisi voluta e piombata violentemente su di noi senza colpa.
CONTRARI ad un Governo autoproclamatosi!
CONTRARI alla distruzione dei più elementari cardini del diritto al lavoro, con risultati disastrosi:
    Continua perdita di posti di lavoro.
    Senso diffuso di precarietà.
    Irreversibile aumento della disoccupazione.
    Rinvio costante dei rinnovi contrattuali.
CONTRARI alla legge Fornero che ci vuole mandare in pensione a settant’anni mentre i giovani possono tranquillamente rimanere disoccupati!
CONTRARI alla crescente tassazione, ingiustificata a fronte dell’inadeguatezza dei servizi minimi dovuti!
CONTRARI alla volontà delle istituzioni di limitare ulteriormente il diritto di sciopero!
CONTRARI a questa giornaliera negazione di speranza per un futuro sereno!
CONTRARI a questo disegno di Europa in mano alle banche ed all’alta finanza, risultato ormai solo un sogno stravolto!
CONTRARI al meschino tentativo di Governo e Sindacati Confederali di dividere i lavoratori per meglio riuscire ad imporre il proprio volere!
CONTRARI alla deriva fascista e xenofoba!

NOI vogliano dire NO a tutto questo con l’unica arma che abbiamo..

S C I O P E R O ! ! ! !


Partecipiamo tutti il 10 NOVEMBRE, il nostro è un dovere morale per dimostrare che ci siamo e soprattutto sappiamo cosa ci hanno fatto e ci stanno facendo!

Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio..
se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento..
se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento..
anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti..

(Fabrizio De Andrè)

primi sui motori con e-max

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
CI STANNO TOGLIENDO TUTTO
E' ORA DI SCIOPERO GENERALE
 

Le ragioni per partecipare ad uno sciopero generale sono talmente tante che si fa fatica ad elencarle. E' certo però che il Ministro dell'Economia e quello per lo Sviluppo Economico incarnano la filosofia di questo governo in materia di politiche per il lavoro, cioè più soldi alle imprese, più soldi alle imprese, più soldi alle imprese.
Dopo il recente salvataggio delle banche a suon di decine di miliardi, con la Legge di Stabilità di quest'anno si procederà a finanziare il rinnovamento tecnologico delle imprese (il piano Industria 4.0) con più di 20 miliardi di euro, ai quali si aggiungono piani di defiscalizzazione e incentivi vari alle imprese. Anche i pochi spiccioli destinati all'occupazione vengono assorbiti dalle formule varie di bonus e sostegno alle imprese, senza mai prendere atto che ogni sostegno economico alle aziende si traduce in precarizzazione dei rapporti di lavoro e riduzione del personale attraverso l'introduzione di nuove tecnologie.

Ma, dice il governo, c'è la ripresa, gli strumenti messi in atto cominciano a dare i loro frutti!?

Forse ci sono segnali di ripresa per le aziende private grazie a questi continui esborsi di soldi pubblici a loro sostegno, ma sul fronte delle nostre condizioni di vita la ripresa non c'è. I poveri sono in aumento, comunque li si voglia calcolare. Le persone che perdono il posto di lavoro sono tantissime, e la quantità di crisi aziendali in discussione a MISE (quasi duecento) lo testimonia. Le aziende che forniscono servizi, dai trasporti all'energia ai rifiuti, sono in in cronico deficit di manodopera, ma vengono costrette ad una continua spending review. Tra i lavoratori pubblici i tagli ormai hanno ridotto all'osso il personale, tanto che la Ministra Madia ha timidamente annunciato l'esigenza di nuove assunzioni, mentre i rinnovi contrattuali prevedono pochi centesimi e quindi consacrano una perdita secca di salario. Nel settore privato la fetta di lavoratori a basso salario, ben sotto i mille euro annui, è ormai dilagante e sono tollerate se non incentivate anche forme schiavistiche di lavoro, con turni massacranti, nessuna protezione per la salute e crescente decontrattualizzazione. Aumentano il part time obbligatorio e la flessibilità selvaggia senza nessuna considerazione per le esigenze di vita delle persone. Ed anche gli strumenti di controllo, spesso mascherati da nuova tecnologia, rendono sempre più invasiva per ogni lavoratore la giornata di lavoro.
Anche la gestione delle grandi crisi aziendali, come Alitalia o ILVA, ci rimanda ad un progetto di società in cui ciò che conto sono soltanto il profitto aziendale e l'utile dell'azionista: settori strategici per il paese vengono svenduti, senza nessuna considerazione dei lavoratori ma anche senza un disegno complessivo. 

Per Roma purtroppo la situazione non è diversa dal contesto nazionale. Il Tavolo recentemente convocato dal Ministro Calenda per affrontare la crisi della Capitale riproduce su scala locale la stessa logica con la quale si sta gestendo la crisi del paese: soldi alle imprese senza curarsi nè dell'impatto sull'occupazione nè dell'efficacia della manovra sul funzionamento della città. Invece di prendere atto che Roma è una città con la storica vocazione per i servizi e che è in questo campo che occorre produrre nuovi investimenti pubblici che migliorino la vita della città e favoriscano un rilancio effettivo dei posti di lavoro, si procede in direzione opposta. I servizi continuano a subire un continuo deperimento (basti pensare alla crisi di Atac e ai tantissimi lavoratori senza stipendio da mesi) mentre sul piano delle infrastrutture sociali (dalla casa al verde fino alle periferie) non sono previste che briciole.

Venerdì ore 9,30 via XX settembre corteo dal Ministero dell'Economia al MISE
primi sui motori con e-max

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

IBM: Dichiarata illegittima la cessione di ramo d’azienda di 300 lavoratori a Modis

(Gruppo Adecco)

 

 

Giovedì 19 ottobre il tribunale di Milano ha dichiarato illegittima la cessione del ramo di azienda con cui IBM Italia S.p.A. nel Natale 2015 cedeva circa 300 lavoratori alla Modis azienda del Gruppo Adecco. Si tratta della prima sentenza delle centinaia di cause intentate dai lavoratori, ma è un verdetto significativo questo che condanna IBM al reintegro immediato del lavoratore alle medesime condizioni contrattuali, normative e retributive. Inoltre il dispositivo impone sia a IBM che a Modis il pagamento delle spese legali e accessorie.  

La sentenza ha riconosciuto le ragioni dei lavoratori, ricostruite e sostenute dal collegio legale costituito dagli avvocati Faranda, Angiari e Valesini, che per l’USB ha patrocinato la causa e che nell’istruttoria hanno ben ricostruito come i lavoratori ceduti e le attività a loro afferenti non rappresentavano un entità coesa e definita e con competenze e obiettivi specifici; al contrario la missione industriale era costituita da una serie di attività non collegate tra loro ma tutte riconducibili a quella svolta tuttora da IBM, e i lavoratori, lungi dall'essere i soli a svolgerle, avevano e hanno profili professionali ancora largamente presenti in IBM e sopravvissuti alle due procedure di licenziamento collettivo del marzo e dicembre 2016.

Favorita dall’attuale legislazione sulle procedure di mobilità e licenziamento collettivo nel corso di due anni l’IBM ha espulso oltre 1000 dipendenti. Un processo di licenziamento costante e progressivo in cui IBM ha posto sempre i licenziamenti come un elemento necessario, rifiutando pregiudizialmente gli ammortizzatori sociali e non attuando i percorsi di formazione e aggiornamento professionale per le aree “critiche” per altro formalmente sottoscritti anche nell’ultima procedura di licenziamento collettivo respinta dall’USB.

I tecnici e gli impiegati insieme ai delegati sindacali USB di Modis, IBM e ora anche nella Sistemi Informativi (100% IBM) che da  tempo lottano contro i licenziamenti comunque camuffati e per migliori condizioni di lavoro e di sviluppo professionale sanno bene che non bisogna mai smettere di battersi per i propri diritti.

 

Roma, 20/10/2017 USB LAVORO PRIVATO NAZIONALE

primi sui motori con e-max
  • 10 Novembre 2017 - Sciopero Generale USB
  • 17 Luglio 2017, ore 9:30 - Riunione RSU  Roma
    Oggetto: StartUp dopo elezioni
  • 10 luglio 2017, ore 15:00 - Incontro RSU/RSA, Azienda e O.O.S.S. presso U.I.R. Roma
    Oggetto: Informativa annuale

STAY CONNECTED

Clicca su un link e scarica la APP della RSU:

Android